Finalmente Padova! Cronaca di una (doppia) vittoria al 1001Vela Cup

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Finalmente Padova! Cronaca di una (doppia) vittoria al 1001Vela Cup

Category : 1001vela , regate

tratto da ilvivipadova.it

di Damiano Martin

E finalmente arriva Mètis. Dopo anni di impegno, di ore passate in cantiere e di altre in giro per le acque del nord Italia, il team velico dell’università degli studi di Padova vince, per la seconda volta nella sua storia, il trofeo del 1001Vela Cup, la competizione tra skiff di classe R3 progettati, costruiti e portati in acqua da studenti universitari. Una vittoria “casalinga”, dato che per la prima volta l’università di Padova ha organizzato la manifestazione nelle acque del Lido di Venezia, al largo dello stabilimento Elioterapico della Marina militare.

Non era facile portare a casa la vittoria quest’anno: nonostante le defezioni dei campioni in carica di Trieste, causa ricambio generazionale (leggasi: laurea), e Bologna per imprevisti dell’ultimo minuto, andare a vincere giocando in “casa”, da favoriti, e oltretutto piazzare due barche nei primi due posti, non è proprio semplice. Sì perché, se da un lato la “vecchia” Aura si è tenuta stretta dall’inizio alla fine il primo posto più o meno in scioltezza, Ate, la nuova arrivata in casa Mètis, è riuscita, nella prima competizione assoluta affrontata dalla barca, a centrare un ottimo secondo posto, difendendosi da Brescia, soprattutto, e Torino. Rimane fuori dal podio, al quinto posto, Areté, che tra condizioni meteo poco favorevoli e qualche imprevisto, è comunque riuscita a giocare di squadra e a difendere le posizioni delle compagne di squadra.

Sei università al via e nove barche: oltre a Padova, con le già citate tre, anche Torino, con due, e poi Brescia, Milano, Napoli e Palermo. Il primo giorno di regate dice subito bene al team di Padova: nonostante i ritardi e la pioggia battente, gli ingegneri riescono a sistemare in tempo gli skif per l’inizio della gara (grazie anche alla clemenza della giuria). Due le prove svolte. Mentre a terra ci si protegge dalle intemperie, gli equipaggi si comportano magnificamente: due primi posti per Aura, due quarti posti per Aretè e un secondo posto per Ate. Quest’ultima, purtroppo, non finisce la seconda regata: nel buco rettangolare al centro dello scafo, chiamato scassa di deriva, si è scollato uno spigolo. Questo ha permesso all’acqua di entrare, facendo quasi sprofondare la barca. Quasi cinque ore di riparazione sono servite per rimetterla in sesto, fino alle 21.30 di sera. Poi cena, discussioni nel team su cosa migliorare, come sistemare il fiocco (la vela a prua), sulle strategie migliori da adottare. E poi a letto.

Foto: Paolo Bartolotta

Il giorno dopo è, almeno meteorologicamente, migliore. Dopo un po’ di timidezza esce il sole, anche se il vento, al largo del mar Adriatico, non spira forte, anzi: 5 nodi. Tanto basta però per poter entrare in acqua e competere nelle tre regate giornaliere. Il vantaggio accumulato da Aura le permette di regatare tranquilla. Peccato che la troppa tranquillità possa fare brutti scherzi: ad altri due secondi posti si aggiunge un sesto abbastanza scomodo. Si comporta alla grande invece Ate, che grazie al lavoro degli ingegneri torna a performare egregiamente: due terzi posti e un primo. Va peggio ad Aretè: dopo un quinto, riescono a salire a podio, piazzandosi secondi. Un peccato che nell’ultima regata, tra sfortune ed errori di valutazione, arrivi ultima. Alla fine della seconda giornata, Aura ancora prima, Ate seconda ma, subito dietro, le barche di Brescia e Torino. E soprattutto, nessun danno ai tre scafi. Gli ingegneri possono tirare un sospiro di sollievo. Anche perché almeno quattro regare sono state svolte. Il giorno dopo le previsioni promettono pioggia battente, tanto da impedire alla barche di uscire. E al team di Padova, questo, non andrebbe troppo male…

Foto: Paolo Bartolotta

Ma le previsioni del tempo, a volte, sono fatte per essere smentite, e l’ultimo giorno delle regate è uno di quellii in cui il sole decide di uscire lo stesso. E nonostante i timori di buttar via il lavoro di due giorni, nelle due regate conclusive Aura si riconferma al secondo e al primo posto; Ate inanella due terzi posti e Aretè chiude quinta e quarta. È proprio questo quarto posto tolto ai rivali di Brescia che ricaccia quest’ultimi sul gradino più basso del podio (dopo il primo posto nella regata precendete del team lombardo) e permette ad Ate di mantenere la seconda piazza. La classifica finale cita: Aura con 9 punti; Ate con 15 punti; Brescia con 16 punti, e poi Torino (17) e Aretè con 24 punti. Dato che nella vela vince chi accumula meno punti nella sommatoria delle prove (tolta la peggiore, a scelta, per ogni team), Aura porta a casa il primo premio. Resta a bocca asciutta solo il prof. Lazzaretto, coordinatore del team Mètis, il quale, nella regata tra professori e universitari che assegna il trofeo Paolo Padova, compie una falsa partenza e viene squalificato. Poco male: nella vela, Padova è tornata, dopo sei anni, il team più forte. Appuntamento all’anno prossimo, per riconfermarsi in trasferta.

Foto: Giacomo Frison


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Dopo la vittoria al 1001Vela 2016 sono molti i siti e le pagine che parlano dell’evento e del nostro gruppo, ecco un elenco degli articoli dove potete trovarci.

 

Buona lettura